Belgrado, continua

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24\r\nMarzo 1999 - Marzo 2017\r\n: NOI\r\nNON DIMENTICHIAMO


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\r\n A cura di Enrico Vigna- Forum Belgrado\r\nItalia \r\n


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“…la guerra non è una\r\ncanzone, che si può dimenticare

la guerra è una favola funesta,\r\nche ogni giorno si manifesta…” ( Milena N. Kosovo, 12 anni )

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“…Ho\r\nappena dato mandato al comandante supremo delle forze alleate in\r\nEuropa, il generale Clark, di avviare le operazioni d'aria\r\n(ndt: bombardamenti aerei…) sulla\r\nRepubblica Federale di Jugoslavia…Tutti gli sforzi per raggiungere\r\nuna soluzione politica negoziata alla crisi del Kosovo sono falliti e\r\nnon ci sono alternative all'intraprendere l'azione militare…”.

Così, il 23 marzo 1999,\r\nl'allora Segretario generale della NATO J. Solana, davanti ai mass\r\nmedia del mondo, decretava l'inizio della fine della “piccola”\r\nJugoslavia e del popolo serbo in particolare…


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L'aggressione alla Repubblica Federale\r\ndi Jugoslavia/ Serbia…era motivata dalla necessità\r\ndi fermare una “pulizia etnica”, un “genocidio” e\r\nripristinare i “diritti umani” nella provincia. Perché queste\r\nfurono le tre basi fondanti su cui la cosiddetta Comunità\r\nInternazionale: cioè gli otto paesi più ricchi della Terra, cioè\r\nil loro braccio armato, la NATO (in quanto i governi dei 2/3\r\ndell'umanità tra voti contrari e astensioni, erano contrari alla\r\nguerra) hanno decretato l'aggressione alla Jugoslavia il 24 Marzo\r\n1999.

La realtà sul campo è\r\nesattamente il contrario delle verità ufficiali raccontate dalla\r\nNATO, dall’UNMIK, dall’OSCE o dalla cosiddetta Comunità\r\nInternazionale.

Dopo 18 anni dove sono\r\nla cosiddetta “pulizia etnica”, il “genocidio”, “le\r\nfosse comuni” con le decine di migliaia di albanesi\r\nkosovari dentro?

Quando, secondo i documenti CIA,\r\nFBI, OSCE, Unmik, NATO….a tutt’oggi: \r\n

sono stati ritrovati 2108 corpi\r\ndi tutte le etnie; \r\n

secondo l’UNCHR i primi\r\nprofughi sono stati registrati il 27 marzo 1999, cioè\r\n3 giorni dopo l’inizio dei bombardamenti; \r\n

sono stati uccisi dal giugno ’99 in\r\npoi 3.000 serbi, rom, albanesi jugoslavisti, e di\r\naltre minoranze; sono stati rapiti 1300 serbi; oggi\r\nsi sa (tramite le memorie della ex procuratrice del tribunale\r\ndell’Aja per la Yugoslavia, Carla Del Ponte) che loro\r\nsapevano dei 300 serbi rapiti dalle forze terroriste\r\ndell’UCK portati in Albania per estirpare loro gli organi\r\nad uno ad uno.


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“Ora viviamo come in gabbia,\r\nprigionieri, ma gli stranieri dicono che siamo liberi...”. \r\n Jovan 10anni, enclave di Gorazdevac, Kosovo


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24 marzo 2017 – Anniversario\r\ndell’aggressione della NATO alla Repubblica Federale Jugoslava \r\n


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Il 24 marzo, ricorrono 18 anni\r\ndall’inizio dell’aggressione NATO alla Repubblica Federale di\r\nJugoslavia.

Durante questa aggressione, che è\r\ndurata 78 giorni, migliaia sono state le vittime, un gran numero sono\r\nstate feriti e resi invalidi permanentemente.

Durante l’aggressione NATO contro la\r\nRepubblica Federale di Jugoslavia dal 24 marzo al 10 giugno 1999,\r\nl’aviazione della NATO ha effettuato numerosi attacchi, bombardando\r\ncivili e obiettivi non militari.

Molti bambini sono periti durante\r\nquesti attacchi, e sono anche morti molti malati ricoverati negli\r\nospedali, passanti, persone nelle strade, nei mercati, nelle colonne\r\ndei profughi.

Sono stati distrutti ospedali,\r\nabitazioni, scuole, ponti, chiese, monasteri.

Questi attacchi sono stati cinicamente\r\ndefiniti dagli ufficiali della NATO come danni collaterali, benché\r\nsi trattasse di attacchi il cui obiettivo era di distruggere il\r\nmorale della popolazione con l’intimidazione intenzionale come\r\nstrumento.

Ecco alcuni esempi di bombardamenti in\r\ncui le vittime sono stati i civili :

4 aprile : stazione di riscaldamento\r\nurbano a Belgrado (un morto)

12 aprile : treno viaggiatori nella\r\ngola di Grdelica (20 morti)

14 aprile : una colonna di profughi in\r\nKosovo (73 morti)

23 aprile : la sede della\r\nRadio-Televisione di Serbia (16morti)

1 maggio : un ponte in Kosovo (39\r\nmorti)

3 maggio : un bus nei pressi del\r\nvillaggio Savine Vode in Kossovo (17 morti)

7 maggio : la città di Nis (17 morti)

8 maggio : un ponte a Nis (2morti)

13 maggio : un campo profughi in Kosovo\r\n(tra 48e 97 morti)

19 e 21 maggio : la prigione Durava nel\r\nKosovo (23 morti)

30 maggio : il ponte nella città di\r\nVarvarin sul fiume Morava, durante una religiosa (10 morti tra i \r\nquali una liceale Sanja Milenkovic e un prete della locale chiesa)


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Non è che un piccolo numero delle\r\nvittime civili dell’aggressione NATO.

Come esseri umani e come persone\r\ncoscienti, abbiamo un obbligo morale di rendere omaggio a queste\r\nvittime e a tutte le altre vittime dell’aggressione.

In questa lunga lista di vittime\r\nmenzioniamo la piccola Milica Rakic, una bimba di 2 anni della\r\nperiferia di Belgrado, così come le piccole vittime della\r\nbombardamento della sezione infantile dell’ospedale Misovic a\r\nBelgrado e molti altri.

La rete stradale e ferroviaria\r\ndistrutte, altrettanto un gran numero di fabbriche, di scuole,\r\nospedali, installazioni petrolchimiche, di monumenti e siti\r\nculturali.

Il danno diretto è stato stimato in\r\n100 miliardi di dollari americani.

Intere regioni della Serbia e in\r\nparticolar modo, il Kosovo sono stati inquinati a causa dell’uso\r\ndell’uranio impoverito. \r\n

Le conseguenze per la popolazione e\r\nsoprattutto per i nuovi nati si manifestano in orrende malformazioni\r\nche si acutizzano con il passare del tempo. \r\n Decine di\r\nmigliaia di serbi resistenti, continuano a vivere in enclavi, tuttora\r\nprotetti per evitare violenze ed assalti.

L’aggressione della NATO contro la\r\nR.F. di Jugoslavia ha rappresentato un colpo senza precedenti\r\nall’ordine giudiziario internazionale, ai principi delle relazioni\r\ninternazionali e alla carta delle Nazioni Unite.

A seguito delle motivazione e delle sue\r\nconseguenze, quest’aggressione ha rappresentato il primo \r\navvenimento globale più importante dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Si è trattato di una guerra contro\r\nl’Europa, le cui conseguenze si vedono oggi. \r\n

L’aggressione contro la Jugoslavia ha\r\nlastricato la strada per l’utilizzo unilaterale della forza nelle\r\nrelazioni internazionali ed ai successivi attacchi all’Afghanistan,\r\nall’Iraq, alla Siria, alla Libia e in questi mesi i venti di guerra\r\nsono in Ucraina, ai confini della Russia. \r\n

Durante questa aggressione una stretta\r\nalleanza tra la NATO e l’organizzazione terroristica, chiamata\r\nArmata di Liberazione del Kosovo (UCK) è stata realizzata,\r\ngarantendo a questi ultimi la trasformazione da terroristi a\r\ngovernanti dell’attuale stato fantoccio del Kosovo.

Le conseguenze di questa alleanza si\r\nsono continuate a manifestare anche in questi 16 anni, attraverso la\r\ncontinuazione di forme di intimidazione e terrorismo contro la\r\npopolazione serba ed ogni altra popolazione non albanese in Kosovo e\r\nMetohija; tra cui anche attacchi e distruzioni di monumenti della\r\ncultura cristiana, antifascista e jugoslavista.

La dimostrazione più evidente di tutto\r\nquanto sopra descritto sono stati gli avvenimenti accaduti dal 17 al\r\n19 marzo 2004, quando i terroristi albanesi hanno cacciato altre\r\nmigliaia di serbi dalle proprie case e distrutto altre 35 chiese e\r\nmonasteri serbi risalenti al medio evo.

Le conseguenze di questa aggressione\r\nsono molteplici: \r\n

presenza e rete di collegamenti e di\r\ncellule jihadiste nei Balcani, sono documentati in alcune centinaia\r\ngli jihadisti kosovari partiti da lì per la Siria e la Libia, in\r\nquesti ultimi anni.

L’impossibilità a tutt’oggi del\r\nrientro in Kosovo di 250.000 tra serbi e altre minoranze non\r\nalbanesi, che furono cacciati dopo l’arrivo dell’UNMIK e della\r\nKFOR.

Pochissimi dei 150, tra chiese e\r\nmonasteri, che sono stati distrutti, dal 10 giugno 1999, è stato\r\nricostruito e tutto ciò malgrado le promesse fatte.

Sono tutti indifferenti nei confronti\r\ndi tutto ciò ? \r\n

I Balcani, la Serbia e i paesi della\r\nregione necessitano di pace, di stabilità e di sviluppo.

Tutto ciò è possibile solo nel\r\nrispetto delle risoluzioni dell’ONU, sancite tra le parti\r\nnel 2000, alla cessazione dei bombardamenti, in particolare la\r\nRisoluzione 1244 che assicurava le garanzie ed i diritti uguali\r\nper tutte le popolazioni dell’area. \r\n

MA ESSA E’ TUTTORA CALPESTATA E\r\nRIMOSSA.


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\r\n \r\nEnrico Vigna, 24 marzo 2017 \r\n \r\n


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Forum\r\ndi\r\nBelgrado\r\nper un Mondo\r\ndi Eguali


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Forum Belgrado\r\nItalia – Assoc. SOS Yugoslavia-SOS Kosovo Metohija


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S.O.S.\r\nYugoslavia

S.O.S.\r\nKOSOVO\r\nMETOHIJA\r\n \r\n


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