Confessioni di una volontaria di soccorso.

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Ebbene, sì. È arrivato il momento di dire la nostra a proposito dell'epidemia del coronavirus. Dopo le attente osservazioni imparziali a partire dal febbraio 2020, ascoltando i governi di più stati, vedendo il lavoro di opposizione di vari stati, basandosi sulle esperienze personali e di chi ci sta vicino, avendo i contatti stretti che lavorano in ospedale, esce questo articolo, basato sulle parole proprie di una volontaria di soccorso.

La nostra eroina è una volontaria di soccorso della Croce Rossa italiana, da anni presente nel campo di volontariato, in realtà è un medico - fisioterapista. In una conversazione pubblica, Ella ha risposto in modo dettagliato e professionale alle domande riguardanti il virus più famoso del 2020. Io ho solamente colta la sua testimonianza così com'è nuda e cruda.

Dunque, come prima cosa, questo non è un'influenza, ma un virus, che va indebolire il sistema immunitario, provocando polmonite interstiziale con i gravi danni al livello polmonare, cardiologico, neurologico e nefrologico. Con l'influenza si producono anticorpi, che poi rimangono nell'organismo.

Secondo, questo virus produce in organismo pochi anticorpi, quali col tempo spariscono, quindi c'è la possibilità prenderlo seconda volta. Hanno notato, che la seconda volta è più aggressiva della prima.

Il terzo, cosa sanno le persone cosa sono i posti letto, se non sono nell'ambiente sanitario???? Nulla.. Invece, oltre al solo letto effettivo sono un'infinità di cose.


DI COSA È FATTO UN POSTO LETTO (Covid)


Gli ospedali sono al collasso e in internet si legge spesso di individui che non si capacitano di questo. Ma ciò che alcuni estranei al mondo sanitario sembrano non comprendere è che un posto letto è costituito da un insieme di risorse che in questo momento scarseggiano; in particolare un posto letto per un malato Covid è fatto da:

Il letto, ok. Un posto letto è fatto anche da un letto, però, dato che un paziente Covid positivo, se è di gravità tale da dover ricorrere al supporto ventilatorio, se febbricitante, astenico, etc, non sarà in grado di muoversi agevolmente, tale letto dovrà essere articolato e disporre al bisogno di un materasso antidecubito;

Il ventilatore. Non tutti i pazienti Covid necessitano dell'utilizzo di un ventilatore, ma una buona parte di quelli ospedalizzati, purtroppo, sì. Va da sé che disporre del ventilatore da solo non basta, se non si posseggono altre risorse tra cui:

I gas medicali. Un posto letto senza impianto per la fornitura di ossigeno è inutile, perché un paziente Covid può necessitare di ossigenoterapia anche ad alti flussi e lo stesso ventilatore necessita dell'apporto di tale gas per il suo funzionamento;

il personale sanitario con la formazione adeguata per poter lavorare con pazienti Covid posti in ventilazione, quindi: medici pneumologi, anestesisti, infermieri con congrua esperienza, ma anche tutti gli altri professionisti che serviranno a far fronte ai molteplici aspetti di salute della persona, quindi, all'occorrenza, cardiologi, nefrologi, radiologi, tecnici di laboratorio, tecnici di radiologia, etc. Va da sé che:

un professionista (medico, infermiere, etc) con idonea formazione e congrua esperienza non lo recluti in un giorno, ma è frutto di un investimento a lungo termine;

tutti i professionisti sanitari operano avvalendosi di plurimi strumenti, dunque un posto letto per un paziente Covid è fatto anche di elettrocardiografi, monitor per il monitoraggio continuo dei parametri vitali, emogasanalizzatori, ecografi, etc- oltre ai professionisti sanitari, vi sono altre figure indispensabili al fine di fornire un'assistenza adeguata alla persona, come gli operatori socio sanitari. Spesso si parla di medici e infermieri, dimenticando che anche le figure di supporto sono essenziali in quanto la loro carenza sovraccarica i professionisti sanitari impedendo loro di svolgere al meglio il proprio lavoro.

I farmaci, i presidi sanitari e il loro approvvigionamento, la loro gestione e corretta conservazione. Dunque un posto letto Covid è fatto anche di ambienti con temperatura controllata, di frigoriferi, di personale che impiega tempo a ordinare e sistemare quanto necessario.

un insieme di servizi collaterali indispensabili: il laboratorio analisi, il servizio mensa, il servizio che si occupa della pulizia e sanificazione degli ambienti, etc.

- un posto letto Covid è fatto anche e soprattutto di un idoneo percorso con divisione sporco/pulito, zone filtro, dispositivi di protezione come camici, guanti, maschere ffp2/ffp3, visiere protettive, calzari, e dello spazio e tempo necessario per rispettare le procedure di vestizione e svestizione del personale. Ma soprattutto un posto letto Covid è fatto di isolamento, per cui dovrà essere posizionato in un'area che da quel momento in poi sarà considerata contaminata e non più utilizzabile da parte di pazienti Covid negativi. Sono sufficienti pochi pazienti positivi a contaminare un'intera unità operativa e tutte le attrezzature che vi si trovano all'interno. Inoltre, lavorare con il peso dei DPI comporta un carico di lavoro maggiore per il personale sia in termini di stanchezza fisica (non ci si muove agevolmente con camice, visiera, mascherina ffp3 come senza di essi) che di stanchezza psicologica (con la paura di compiere qualche piccolo errore, magari dopo ore di lavoro e in un momento di emergenza, e poi ammalarsi a propria volta o regalare il virus ai parenti che aspettano a casa, magari anziani).

sicuramente mi sarò dimenticata ancora molte cose. Una cosa però la aggiungerei: un posto letto Covid è fatto di tutta la professionalità necessaria a stare accanto a chi in quel momento ha paura. Paura di non respirare più, paura di morire. È fatto di tablet con i quali si cerca di mantenere un contatto con i familiari che purtroppo non possono visitare i propri congiunti, è fatto di mani strette attraverso doppi guanti e di sguardi di vicinanza. Un posto letto Covid non è fatto solo della corretta esecuzione e lettura di un EGA o dell'RX torace che rivela la polmonite interstiziale, ma anche della gestione delle emozioni, del rispetto per la sofferenza umana. E anche questo non si impara in un giorno.

Vi siete anche chiesti perché ci sono file di ambulanze, che stanno aspettando ore e ore fuori gli ospedali? Per ottenere il posto letto per un malato grave appena portato e trovare il posto, magari in un altro ospedale per il trasporto di una persona meno grave. Questo implica un sacco di tempo.

Ieri abbiamo portato una persona con la frattura della testa del femore, che poi arrivando a casa sua bardati, per fortuna, perché era anche positiva al tampone al Covid, guarda te.. Poi prima di partire dobbiamo vestirci attentamente. Invece, quando sbaregliamo paziente dobbiamo noi prima santificare tutta l'ambulanza con tutto ambaradam addosso, facendo sauna pazzesca, poi barella con i presidi. Poi svestimento per non contaminarsi, secondo il protocollo e desinfettare l'uno l'altro davanti e indietro,sotto gli scarponi. Quando arriviamo in sede mettiamo lampada ionizzare ambulanza all'interno. Tutto implica il suo tempo.

Un'altra questione spinosa. Le persone che hanno altre malattie possono vivere il tempo non determinato, prendendo Covid, sono spacciati, il virus non perdona e queste persone muoiono non per la sua patologia, ma per il COVID, che aveva provocato i complicazioni, senza quali le persone potevano vivere anni... Succede purtroppo, negli ospedali, che il personale si contagia e può contagiare i pazienti. Per questo non si può lasciare entrare i parenti, per non contagiare.

E ancora. I discorsi sui soldi che prendono i medici per un morto dichiarato Covid sono infanganti e senza senso. Sono il risultato di una propaganda populista che usa le menti liberali per i propri interessi. Non prendete sotto la gamba le precauzioni e portate la mascherina chirurgica, che salva vita. Statemi bene!

L'articolo è il nostro omaggio al personale medico-sanitario impiegato eroicamente alla lotta con Covid-19 tutti i giorni e a tutte le vittime della pandemia del coronavirus.





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