PANORAMICA DI UN PROCESSO CINQUE VOLTE SECOLARE

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UNACRISI CINQUE VOLTE SECOLARE ED I RIMEDI PER PORVI RIPARO ALLA LUCEDELLA TEOLOGIA DELLA STORIA




1. La situazioneodierna

La situazioneodierna (in cui si trova il mondo oggi) è una situazione distraordinaria complessità, in quanto caratterizzata da una mentalitàparadossalmente ed apparentemente pluralista,sia in campo religioso, sociale che culturale, ma in realtà unicanelle intenzioni di quanti, da dietro le quinte della Storia, guidanogli avvenimenti verso la instaurazione di un NuovoOrdine Mondiale,ossia di una RepubblicaUniversalecon a capo Luciferonella persona dell' Anticristo.Troppi comunque sono i filtri ideologici e le maschere mediatiche chei cultori di questo mondo a venire frappongono tra la Verità el'occhio ingenuo dell'osservatore, che spesso (o, sarebbe meglio direquasi sempre) subisce una "storia" scritta da una esigua epotentissima minoranza, detentrice del potere economico-finaziario,potere che ha preso il sopravvento sugli altri poteri (politico,culturale ecc).

Tale mentalità èvenuta affermandosi a seguito dello “spappolamento”della società preindustriale denominata (in senso piuttostodispregiativo) Medioevo,che era invece caratterizzata dall’unità della fede, della culturae del sistema socio-politico. Nel contempo essa ha portato un disagiosociale sempre più diffuso, accompagnato da non pochi problemi tuttiaventi comunque la medesima radice.

Se consideriamo chein ogni singolo uomo poi è latente il bisogno di punti fermi diriferimento, di Verità con la “V” maiuscola, allora possiamocapire quello che questo prova a contatto con questa realtà semprepiù complessa, variegata, mutevole e piena di contraddizioni.

Emerge pertanto comela crisi del mondo contemporaneo, di cui tutti dicono, anche se puòsembrare strano, è prettamente religiosa, prima di essere sociale,politica, culturale ed economico-finanziaria. Cercare poi di fare unastoria di questa senza considerare tale aspetto (aspetto religioso) èuna perdita di tempo.




2. Noisiamo come nani sulle spalle di giganti:l’importanza dello studio della Storia

Lo studio dei fatti,senza un appropriato esame delle ideologie, delle tendenze, nonchédella “radicemetafisica”,cioè soprannaturale, metastorica che ad essi fanno da sostrato, nonesaurisce la conoscenza degli avvenimenti, che vengono quasi sempretravisati, ossia interpretati non adeguatamente. Questo è un serioproblema perché, una lettura erronea di un evento provoca spesso ilsuo ripetersi, anche se con modalità diverse.

Quindi, se noi siamointenzionati a cambiare in meglio la società nella quale viviamo,dobbiamo cogliere il senso profondo degli accadimenti, andare allaloro radice, perché proprio là è situata quella “chiave” chenon solo ci permette una corretta lettura di essi ma, ci da lapossibilità di poterli controllare: la conoscenza di quanto sta amonte dell’accaduto quindi, ci deve mettere in una posizioneprivilegiata, ossia ci deve dare la possibilità di leggerei segni dei tempi,per prevedere, più o meno, quanto sta accadendo e di comportarcicosì di conseguenza. Ecco perché è importante lo studio della Storia o di un fatto che sta accadendo: per coglierne le dinamicheintrinseche (esaurite, o ancora in via), per poi assecondarle, seportatrici di eventi positivi, o ostacolarle, se portatrici di eventinefasti.




3. La lotta trail Bene ed il Male alla base delle azioni umane: da che parte stare?

Alla base di tuttociò che accade vi è una perpetua lotta fra il Bene ed il Male,costante che condiziona tutta la Storia umana e che, più volte ed invari modi, è stata dalla Santa Chiesa ribadita e poi dai fatticonfermata.

La Teologia dellaStoria cristiana descrive questa contrapposizione fra la Luce e leTenebre, fra “la Città di Dio” e “la Città di Satana” (S.Agostino), “il Corpo Mistico di Cristo” ed “il Corpo misticodel Diavolo” o “Anticristo” (S. Tommaso), sullo sfondo di un“tempo sacro” ritmato da avvenimenti nodali quali laCreazione,ilPeccato Originale e la promessa della Redenzione,l’Incarnazione,la Passione, la Morte, la Risurrezione, l’Ascensione in cielo diGesù e la Pentecoste.Questa battaglia ebbe inizio in cielo quando Lucifero,pronunciò il suo “nonserviam”e venne da Dio precipitato nell’inferno. Subito dopo la lottainizio sulla terra e durerà fino alla fine del mondo.

Vivere questa vitanon è altro che un cammino che ci deve portare, consciamente oinconsciamente, a scegliere da che parte stare. Fare politica poi èanche una scelta di campo.




4. Rivoluzione eContro-Rivoluzione come categorie interpretative della crisi delmondo contemporaneo

Le categorieinterpretative di cui qui ci serviamo per affrontare lo studio di unproblema così contorto, difficile ed ingarbugliato, quale è quellodella crisi del mondo contemporaneo, sono quelle di Rivoluzionee Contro-Rivoluzione.

La Rivoluzione è:
  1. la continuazione nella storia del “non serviam” di Lucifero, primo empio (Domoso Cortés), e … la continua professione di quest(a) original(e) proposizion(e) blasfem(a), di quest(a) bestemmi(a), “da parte di uomini assimilabili a quella che S. Luigi Maria Grignon de Montfort chiama «la maledetta razza del serpente»” (Instrumenta 2, pubblicazione extracommerciale di Alleanza Cattolica, genn. 1991, pagg. 16);
  2. è un processo (costituito in varie tappe che nello spazio), nel tempo e nella storia mira ad istaurare uno stato di cose in cui sono annullate tutte le differenze, cioè ogni gerarchia, e quindi quella esistente fra Dio e l’uomo e il mondo, per giungere ad un panteismo finale (Dio uguale all’uomo uguale al mondo) attraverso un ateismo di passaggio che favorisca la perdita della nozione della trascendenza di Dio” (Idem, pagg. 16);
  3. un movimento che mira alla distruzione di un potere o di un ordine legittimo ed all’instaurazione al suo posto di uno stato di cose (intenzionalmente non vogliamo dire «ordine di cose») o di un potere illegittimo” (Plinio Correa de Oliveira, “Rivoluzione e Controrivoluzione”, Piacenza, edizione Cristianità, genn. 1977, pag. 93) .

In altre parolepossiamo dire che la Rivoluzione è il disordine organizzato eorientato alla conquista di ogni ambito della vita dell’uomo: lainstaurazione del Regno del Male.

La Contro Rivoluzioneinvece è:
  1. una «re-azione». Cioè, un’azione che è diretta contro un’altra azione” (Idem, pag. 123): ovvero, una reazione ad una rivoluzione;

“è larestaurazione dell’Ordine. E per Ordine intendiamo la pace diCristo nel Regno di Cristo (e di Maria). Ossia la CiviltàCristiana,austera e gerarchica, sacrale nei suoi fondamenti, antiugualitaria eantiliberale” (Idem, pag.125).




5. La CiviltàCristiana

Nella pienezza deitempi, la seconda persona della Santissima Trinità si è incarnataper annunciare al mondo, caduto sotto il potere del Maligno a causadel peccato originale, una lieta notizia. Dopo un lento e difficilecammino durato tre secoli tale annuncio è diventato patrimonioesperienzialedi quei popoli che lo hanno accolto, cioè cultura(comune sentire), grazie al lavoro paziente della Chiesa fondata daGesù Cristo. Successivamente tale patrimonio si è cristallizzato,ovvero si è materializzato nei manufatti e nelle istituzioni ed ècosi diventato civiltà.

La notte di Nataledell’anno 800 nella Basilica di san Pietro a Roma, CarloMagnore dei franchi fu incoronato da papa LeoneXIIIimperatore del Sacro Romano Impero. È la prima CiviltàCristiana,conosciuta col nome di Medioevo,ma che sarebbe meglio chiamare Preindustriale.

Ecco come papa LeoneXIIIha descritto nell’Enciclica ImmortaleDei laCristianità medievale: “fugià tempo che la filosofia del Vangelo governava gli stati, quandola forza e la sovrana influenza dello spirito cristiano era entratabene dentro alle leggi, nelle istituzioni, nei costumi dei popoli, intutti gli ordini e ragioni dello stato; quando la Religione di GesùCristo posta solidamente in quell’onorevole grado, che leconveniva, traeva su fiorente all’ombra del favore dei Principi edella dovuta protezione dei magistrati; quando procedevano concordiil Sacerdozio e l’Impero, stretti avventurosamente fra loro peramichevole reciprocanza di servigi. Ordinata in tal guisa la società,recò frutti che più preziosi non si potrebbe pensare, dei qualidura e durerà la memoria, affidata ad innumerevoli monumentistorici, che niuno artifizio di nemici potrà falsare o oscurare”(Leone XIII, Enciclica ImmortaleDei,dell’1-11-1885, in ASS, vol. XVIII, pagg. 169).




6. Nonpiù Dio misura di tutte le cose ma, d’ora in avanti, misura ditutte le cose sarà l’uomo:brevesintesi del processo rivoluzionario

Tale civiltà fruttodell’inculturazione della fede, dopo dieci secoli dal suo apparire,e precisamente tra il XIV ed il XV secolo, subisce una trasformazionedi mentalità, tendente a mettere l’uomo al posto di Dio: nonpiù Dio misura di tutte le cose ma, d’ora in avanti, misura ditutte le cose sarà l’uomo.

Nel 1400 nasce inItalia, per poi diffondersi in tutta la cristianità, un movimentoculturale che va sotto il nome di Umanesimoprima, e di Rinascimentosuccessivamente. Tale movimento, caratterizzato da un’ammirazioneesagerata, se non proprio delirante, per il mondo antico, rivalutò emise in circolo tutto ciò che la precedente epoca aveva scartato inquanto non buono per una civiltà che aveva fatto di Dio e dei suoidettami un punto costante di riferimento: la Chiesa, ilsoprannaturale ed i valori morali della religione vennero cosirelegati in secondo piano.

Il Paganesimo, chedall’avvento del cristianesimo era stato sconfitto ma non estirpatoe, che è sopravvissuto ai margini della nuovasocietà(quella cristiana appunto), quando questa, indebolita a seguito dellento deterioramento della serietà e dell’austerità checaratterizzava questa civiltà, nonché per l’accresciutobenessere, che ha trasformato in bramosia il desiderio dei beniterreni (tale sete di ricchezza porterà quella mentalità che daràvita al capitalismo), ha rimesso in marcia quel processo che noiabbiamo definito col termine di Rivoluzione.

Nelle varie Cortieuropee, la rinascita fu spesso un alibi ideologico per giustificarel’abbandono ai lussi ed ai piaceri della vita terrena. L’orgoglioe la sensualità, tipica di questo periodo, suscitarono ilProtestantesimoche diede origine alla lotta contro l’autorità ecclesiastica e cheporterà alla rottura dell’unità tipica della civiltà cristiana.La grandissima stima di se e dei propri meriti, diede origine allospirito del dubbio, al libero esame ed alla interpretazionenaturalistica della scrittura; produsse la rivolta contro l’autoritàecclesiastica, espressa in tutte le sette con la negazione delcarattere dogmatico della Chiesa cattolica, cioè con la rivoltacontro il papato. Tra queste “alcunepiù radicali negarono anche, quella che si potrebbe definire, l’altaaristocrazia della Chiesa, ossia i vescovi suoi principi. Altreancora negarono lo stesso sacerdozio gerarchico, riducendolo ad unasemplice delegazione del popolo, unico vero detentore del poteresacerdotale. Sul piano morale, il trionfo della sensualità nelprotestantesimo si affermò con la soppressione del celibatoecclesiale e con l’introduzione del divorzio.

(…)Profondamente affine al Protestantesimo, erede di esso e delNeoplatonismo rinascimentale, la Rivoluzione francese fece un’operain tutto e del tutto simmetrica a quella della Pseudo-Riforma. LaChiesa Costituzionale che essa, prima di naufragare nel deismo enell’ateismo, tentò di fondare, era un adattamento della Chiesa diFrancia allo spirito del protestantesimo. L’opera politica dellaRivoluzione francese non fu altro che la trasposizione nell’ambitodello stato della “Riforma” che le sette protestanti piùradicali avevano adottato in materia di organizzazione ecclesiastica:
  1. Rivoluzione contro il Re, simmetrica alla rivolta contro il Papa;
  2. Rivolta della plebe contro i nobili, simmetrica alla rivolta della “plebe” ecclesiastica, cioè dei fedeli, contro l’aristocrazia della Chiesa, cioè il clero;
  3. affermazione della sovranità popolare, simmetrica al governo di certe sette, esercitato in maniera maggiore o minore dai fedeli.

(…) DallaRivoluzione francese nacque il movimento comunista di Babeuf. E piùtardi, dallo spirito sempre più attivo della Rivoluzione, sorsero lescuole del comunismo utopistico del XIX secolo ed il comunismoscientifico di Marx.

E cosa vi puòessere di più logico? Il deismo dà come frutto normale l’ateismo.La sensualità, in rivolta contro i facili ostacoli del divorzio,tende di per se stessa al libero amore. L’orgoglio, nemico di ognisuperiorità, attaccherà necessariamente l’ultima disuguaglianza,cioè quella economica. E cosi, ebbro del sogno di una RepubblicaUniversale, della soppressione di ogni autorità ecclesiastica ecivile, dell’abolizione di qualsiasi Chiesa e, dopo una dittaturaoperaia di transizione, anche dello stesso Stato, ecco ora ilneobarbaro del secolo XX, il più recente e più avanzato prodottodel processo rivoluzionario”(PlinioCorrea de Oliveira, o. c., pagg. 73-74).




7. Discorso diPio XII agli uomini dell’Azione Cattolica d’Italia il 12 ottobre1952

Alle tappe di questoprocesso ormai cinque volte secolare e che qui in modo sintetico, èstato esposto, possiamo applicare le parole del discorso tenuto dalpapa Pio XII il 12 ottobre 1952 agli uomini di Azione Cattolicad’Italia, relative ad un sottile e misterioso “nemico” dellaChiesa: “Esso(diceil Papa)si trova dappertutto e in mezzo a tutti; sa essere violento esubdolo. In questi ultimi secoli ha tentato di operare ladisgregazione intellettuale, morale, sociale dell’unitànell’organo misterioso di Cristo. Ha voluto la natura senza lagrazia; la ragione senza la fede; la libertà senza l’autorità;talvolta l’autorità senza la libertà. E’ un “nemico”divenuto sempre più concreto, con una spregiudicatezza che lasciaancora attoniti: Cristo si, Chiesa no. Poi: Dio si, Cristo no.Finalmente il grido empio: Dio è morto; anzi non è mai stato. Edecco il tentativo di edificare la struttura del mondo soprafondamenti che Noi non esitiamo ad additare come principaliresponsabili della minaccia che incombe sull’umanità: un’economiasenza Dio, un diritto senza Dio, una politica senza Dio”(PioXII, Discorso Nelcontemplare agliUomini di Azione Cattolica d’Italia, del 12-10-1952, in Discorsie Radiomessaggi,vol. XIV, pagg. 359).




8. Gli aspettipiù eclatanti della crisi nell’ora presente

L’inevitabilegroviglio di crisi, che il mondo contemporaneo si trova adaffrontare, non rappresenta altro che aspetti o riflessi di un’unicacrisi, quella dell’uomo che ha deciso di seguire le forzeanticristiane le quali, come abbiamo già detto, tendono a fondare lasocietà non più su quella dottrina che si rifà all’immutabilelegge di Dio (quella cristiana), ma su se stesso, sulla sua propria emutabile volontà. Da quanto accade intorno a noi, specialmente inquesti ultimi tempi, possiamo renderci conto che c’è in atto untentativo che mira a distruggere nelle creature quanto c’è ancoraad immagine e somiglianza di Dio, ovvero, a cancellarela presenza di Dio dall’uomo e dalla società.

Il corpo sociale, chesembrava minato soltanto in alcune suoi componenti, da qualchedecennio a questa parte sta evidenziando trasformazioni negativerilevanti nel modo di vivere e di comportarsi quotidiano. Legenerazioni che verranno non potranno ricevere un’educazione che lepossa aiutare a diventare persone civili, anzi, tutto il contrario. Imodelli di comportamento oggi proposti manifestano gli aspetti piùeclatanti della crisi in atto. Nonostante lo sviluppo (incontrollato)della scienza e della tecnica, ci stiamo inselvatichendo (genitoriche uccidono i figli e viceversa, commercio e sfruttamento di esseriumani, traffici illeciti, magia, satanismo eccetera ).

Le forzerivoluzionarie e luciferine, dopo aver preso di mira la Santa Chiesa(Rivoluzione protestante), lo Stato (Rivoluzione politica oebraico-massonica-liberal-borghese), la società e l’economia(Rivoluzione ebraico-massonica-bolscevico-comunista), hanno sferratonell’ora presente il loro attacco mortale contro ogni singolo uomo(Rivoluzione culturale) per distruggere in lui il più alto dono dicui Dio suo creatore lo ha dotato: il retto uso della ragione,ovvero, ogni criterio che gli consente di distinguere ciò che èbene da ciò che è male e con questo il senso del peccato.

Chi orchestra questoprocesso da dietro le quinte sa benissimo che la ragione, se vienedall’uomo usata correttamente, difficilmente si assoggetta ad unprogetto folle quale quello portato avanti dalle forzerivoluzionarie. Le tecniche più in voga elaborate da questodiabolico progetto poi sono varie e sottili, e tutt’assieme miranoalla distruzione, sia dell’abitat dove l’essere umano vive (lafamiglia, la scuola, il posto di lavoro, l’ambiente ricreativoecc.), e sia della sfera fisica e psichica di questo. La droga,l’erotismo, la pornografia, i ritmi assordanti della musica rock,il consumismo, il martellante condizionamento dei media, inparticolare della televisione, della radio e della stampa ”laicista”,la disoccupazione, il caro vita eccetera, non sono che gli strumentipiù in vista ed imminenti per raggiungere il nefasto scopo. Accantoa questi non dobbiamo dimenticare il falso mito della parità deisessi, del femminismo, i femminicidii, tanto di moda in questiperiodi, il permissivismo normativo, che ha ristretto la persecuzionedi alcuni reati mentre ne approva e ne difende altri, quali adesempio il divorzio e l’aborto (delitto che grida vendetta alcospetto di Dio e che in una società con un minimo di buon senso maie poi mai si sarebbe pensato di legalizzare) il “matrimonio” fraindividui dello stesso sesso eccetera.



9.La lotta di San Giorgio contro il Drago come archetipo dellabattaglia Contro-Rivoluzionaria


La visione cristianadella storia (come abbiamo messo bene in evidenza al 3°paragrafetto) ci permette di servirci di una delle più celebriraffigurazioni dell’iconografia cristiana, quella di san Giorgioche combatte contro il Drago, e di legare ad essa le grandi lineedella nostra esposizione.

Se consideriamo poil’importanza che rivesta un’immagine nell’esprimere un’ideatradizionalmente costituita, allora possiamo proporre una letturacontrorivoluzionaria di detta icona, nella quale sono presentidiversi personaggi, diversi attori che raffigurano realtà diverse,le quali, se interpretate nella maniera giusta, possono aiutarci acapire meglio le situazioni che, giorno per giorno, si presentano alvaglio della nostra intelligenza.

Anzitutto sanGiorgio, che è il combattente della Contro-Rivoluzione, cioè l’uomotendente alla santità attraverso il culto e la coltivazione dellapropria “terra”, ovvero della propria umanità (Giorgio dagheorgòs, agricoltore, coltivatore); poi abbiamo il Drago (talorarappresentato con un’unica testa, talora con più) che è figuradella Rivoluzione, unanellasua essenza e molteplicenelle sue manifestazioni; la principessa da liberare è la cittàcristiana da restaurare, mentre la mano benedicente èl’indispensabile grazia di Dio che occorre al lottatore per vincerela buona battaglia. C’è da dire inoltre che san Giorgio ha un’armacon cui colpisce il mostro, la lancia, ovvero la vera dottrina, laverità; e un aiuto animale, il cavallo, che gli da un modo, un ritmodi lotta, un galoppo, che è strategia, e un trotto che è tattica.

A questo puntopossiamo dire che la lotta di san Giorgio contro il Drago puòessere assunta come archetipo della battaglia controrivoluzionaria,in quanto questa sintetizza mirabilmente il tutto dellaContro-Rivoluzione, ovvero della lotta per la restaurazione dellaciviltà cristiana. Non dimentichiamolo dunque, ed impariamo acoglierne la ricchezza enorme di lezioni che se ne possono trarre dauna sana, attenta e genuina interpretazione (da “per la buonabattaglia”, Instrumenta 2, Alleanza Cattolica, luglio 1991, p.35-36 ).




10. Il ricorsoal divino come rimedio alla crisi.

L’essenza di questacrisi prima di essere economico-finanziaria, sociale, politica,culturale ecc. è, come abbiamo fin qui visto, prettamente morale equindi religiosa, e può risolversi solo con una terapia di tipomorale cioè religiosa, la quale ha nel ricorso al divinoquell’efficacia che le permette di guarire tutti i mali, sia cheriguardino al sfera personale che quella sociale, nessuno escluso. Lacausa del degrado e della sofferenza in cui versa l’umanità è, inaltre parole, dovuta all’allontanamentodell’uomo da Diosuo Creatore e Signore. Si verifica purtroppo più comunemente che sidimentica di avere un destino soprannaturale e pertanto di doverrimanere fedelea Dio in Cristo Gesù.

Quando i comandamentidivini,che poi sono vere leggi, vengono calpestati, ecco generarsi allora ditutta una serie di situazioni tali da fare scivolare l’umanità inquelle forme di anarchia caratterizzate dall’odio e dalla violenzapiù cupa: guerre, (spesso fatte passare come missioni di pace),rivolte (basti pensare alle primavere arabe), migrazioni di grandimasse di persone (uomini, donne bambini, che scappano dallaschiavitù, dalle carestie, dai fronti delle guerre, molte dellequali dimenticate), persecuzioni religiose, specialmente neiconfronti dei cristiani, terrorismo eccetera.

La SacraScritturasu ciò è abbastanza chiara e ci documenta abbondantemente comel’allontanamentodell’uomo dai dettami divini,dovuto ad una fantomaticapretesa autonomia della creatura dal suo Creatore,è alla base di tutte quelle esperienze nefaste di cui è piena laStoria. L’unica soluzione sta solo e soltanto nel ricorso alleVerità naturali e cristiane, ossia al ritorno all’Unitàoriginale, a Dio Creatore, Padre e Signore universale. Solo Lui, nelsuo Unigenito Figlio Gesù Cristo può darci la Salvezza: facciamocipertanto annunciatori autentici della sua Parola, difendiamo laChiesa, e mettiamoci alla sequela del Papa, «dolceCristo in terra»come lo chiama la Madonna.




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